Jun 29 2010

Mariah on Capri Magazine Cover

< > Mariah graces the cover of the Italian magazine Capri. Below is the cover story, including an interview with Mariah in both English and Italian.

Mariah Carey - A pop icon in the motion-picture world

Mariah Carey loves Capri. She loves those small restaurants, that crisp air even in wintertime, Capri’s silent wilderness out of season. However, the last time she was seen on the island for the Capri, Hollywood Festival curated by her friend Pascal Vicedomini, she was certainly not alone. When we got the chance to talk to her, to spend a few moments with one of the greatest legends of contemporary pop music, she struck us as being an extraordinarily easy person, in spite of the 250 million records sold worldwide and her tremendous media presence, although she is one of the sexiest women in the world. She is now busy writing the lyrics for her new album, but we mostly talked about films, about the new film she will be appearing in and about her small and yet incisive role in Precious. And she wanted to say quite clearly that: “I don’t care to be a star. I would rather play in small, independent movies, but telling a story I like. Films that people should watch because they are important”.

Precious won two Academy Awards: for best supporting actress (Mo’Nique) and for best adapted screenplay. It made $ 50 million, five times as much as it cost. The film was awarded its first prize in Capri, the Capri Award given to Mariah Carey.

The film tells the story of an obese, illiterate young girl who suffers sexual abuse from her mother and father and lives in the ghetto of Harlem. What does such a powerful and shocking film have to do with a pop and media icon such as Mariah Carey? Nothing, on the face of it. Nonetheless, Mariah took up the challenge: she accepted to appear ugly, without make-up, wearing shapeless clothes twice her size, shabby, with a fixed gaze onto a horrible life. She plays the role of a social worker. The girl asks her: “What are you?  Black, Hispanic, what?” Actually, that is a question that crosses your mind when you look at Mariah Carey. Irish, Venezuelan and Afro-American blood runs in her veins. Actually, and especially face-to-face, she is simply beautiful.

Miss Carey, you chose to play a small role in an independent film. A strong choice.
It was an instinctive choice, but a clear one too. Like with music: I consider myself more of a songwriter than a singer. I’ve been writing songs since I was six. I am not obsessed with my looks. Some pop stars change their look over and over again. I don’t. It was the same for the film. I was looking for an interesting, powerful story, not for one that would make me look pretty.

The film deals with incestuous relationships. A very serious issue.
Yes, the film is about hard experiences in life that leave their mark on you. Films cannot merely be an escape from real life.

You are nearly unrecognizable in the film...
The film director told me: “Believe me, not even your mother is going to recognize you!”. And he was right. When I watch myself on screen, I say: “Who is this woman?”

Have you been influenced by a specific period of Italian cinema?
The movies of the sixties, La dolce vita or La Ciociara of which we see a scene in Precious. I’ve always been moved by those films. I love classic movies, in general. The great American and Italian classics.

Which film directors would you like to work with in the future?
If I were free to choose anyone, Scorsese or Woody Allen. But I’m more interested in the film’s story, in important stories. I view acting not as a whim of fancy, but as a well thought-out choice.

As is the case with Barbra Streisand or Diana Ross..
Yes, and there are other singers who are also amazing actresses.

This film conveys an image of you very different from the one we are used to seeing at your concerts.
I am Mariah at the concerts as well as in the movies. I’m interested in powerful stories that make people reflect on what they have just seen. I could even play myself in a musical, but I enjoy transforming myself into characters. I’m still learning, I don’t want to take advantage of my popularity and I don’t want to play the usual roles.

What do you dream of as an actress?
I dream of playing characters who are very different from me.

Il mio canto libero Mariah Carey. Una icona del pop al servizio del cinema

Mariah Carey ama Capri. Ama quei piccoli ristorantini,quell’aria frizzante anche d’inverno, quella silenziosa solitudinedella Capri fuori stagione. Però l’ultima volta che è approdatasull’isola azzurra, per il festival Capri, Hollywood curatodal suo amico Pascal Vicedomini, tanto sola non era. Quandoperò si riesce a parlarci, in quei pochi momenti in cui siamovicini ad una delle più grandi leggende del pop contemporaneo,l’impressione è di straordinaria genuinità. E’ semplice,nonostante i 250 milioni di dischi venduti in tutto il mondo ela straordinaria presenza mediatica. Nonostante sia consideratauna delle donne più sexy del mondo. Sta scrivendo i testi peril nuovo album ma si parla soprattutto di cinema, del nuovofilm che inizierà a girare a giugno e del ruolo, piccolo ma incisivoe determinante in Precious. E lei ci tiene a ribadire che:“Non voglio fare la star. Voglio interpretare film anche piccoli,indipendenti, ma con storie che amo. Film che la gente devevedere, perché sono importanti”.

Nel frattempo Precious ha vinto due Oscar: per l’attrice Mo’Nique,rivelazione assoluta, e per la miglior sceneggiatura. Haincassato 50 milioni di dollari, più di cinque volte quanto ècostato. E il suo straordinario cammino tra i premi internazionaliè iniziato proprio da Capri. Dal Capri Award consegnatoa Mariah Carey.

Il film narra la storia di una ragazzina di colore, obesa, semianalfabeta,violentata dal padre e dalla madre. Una ragazzinasola che vaga in una Harlem sinonimo di immondezzaio dellavita stessa. Che cosa lega un film così duro a un’icona pop. Aduna star che ha venduto 160 milioni di dischi in tutto il mondo,a un’icona mediatica come Mariah Carey? Niente, in apparenza.Eppure Mariah ha accettato la sfida: si è imbruttita, si è struccata,si è infagottata in abiti di due taglie più grandi. Dimessa,con gli occhi fissi dentro l’orrore di una vita spaventosa.

Nel film, è una specie di assistente sociale. La ragazza si rivolgea lei, disincantata le chiede: “Lei com’è? Nera, ispanica, cosa?”.In effetti, è proprio una delle cose che viene da chiedersi circale origini di Mariah Carey. Nel suo Dna c’è sangue irlandese,venezuelano e nero. In realtà e soprattutto dal vivo è davverouna splendida ragazza.

Miss Carey, la sua scelta di interpretare un piccolo ruolo in un film indipendente è una scelta forte.
E’ stata una scelta istintiva, e subito chiara. Come nella musica.Io mi sento una songwriter, un’autrice di canzoni prima ancoradi una cantante. Scrivo canzoni da quando avevo sei anni. Nonamo apparire. Ci sono delle popstar che cambiano look ognicinque minuti. Io no. Per il film, è stata la stessa cosa. Cercavouna storia interessante, forte, non una storia in cui apparirecarina...

Nel film si parla di rapporti incesuosi. Un tema molto forte.
Sì, si parla di esperienze molto dure, che segnano la vita profondamente. Non credo che i film si facciano solo per dimenticare la realtà.

Nel film lei è quasi irriconoscibile
Il regista mi ha detto: vedrai, non ti riconoscerà neanche tua madre! Ed era vero! Quando mi rivedo sullo schermo, mi dico: ma chi è questa qui?

C’è un periodo del cinema italiano che ha avuto su di lei una influenza particolare?
Il cinema degli anni ’60, La dolce vita, o La ciociara di cui in Precious, vediamo anche una sequenza. Film come quelli mi hanno sempre emozionato. E poi, il mio cuore è rimasto dentro l’immaginario del cinema classico. Quello americano, ma anche i grandi capolavori del cinema italiano.

Nel futuro, quali registi vorrebbe avere vicino?
Potendo sognare, direi Scorsese e Woody Allen. Ma soprattutto sono le storie che mi interessano, voglio storie importanti. Fare l’attrice non è per me un capriccio da diva, ma una scelta consapevole.

Come del resto hanno fatto Barbra Streisand o Diana Ross
Certo. Ci sono altre cantanti che hanno fatto l’attrice in modo superbo.

Questo film è lontanissimo dall’immagine che lei dà di sé nei concerti.
Non mi sento a una dimensione soltanto. Sono Mariah nei concerti, e lo sono nel cinema. Io al cinema voglio storie forti, importanti, necessarie a far riflettere. Potrei anche interpretare me stessa, se fosse un musical. Il desiderio è comunque quello di potermi trasformare. Sto ancora imparando lo so, non voglio sfruttare la mia popolarità e non voglio riproporre cose già viste.

Il suo sogno di attrice?
Quello di entrare in personaggi lontani da me.

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